mercoledì 23 gennaio 2013

Nido


"Enri ti è arrivato un messaggio leggilo pure, io parlo tanto e c'è anche da preparare cena" "No non me ne frega un cazzo del messaggio ed è quasi tutto pronto, continuiamo pure a parlare".
Cara...

Poi torni a casa, con quelle sensazioni\convinzioni\consapevolezze di cui hai parlato poco prima, ma che sono in continuo dialogo con te stessa perché sono i lemmi con cui si esprime il tuo cuore sempre. Tradurle in linguaggio inizialmente appare come un'impresa: temi di non renderle appieno. Per restituirle esattamente profonde e nella forma in cui sono, vorresti si potessero esplicare solo in sguardi, come se l'interlocutore possedesse un microscopio speciale che puntato nei tuoi occhi lo facesse arrivare ad osservare il fondo della tua anima, e fosse in grado di vedere tutto e di comprendere esattamente tutto ciò che vede.

Torni a casa, apri la veranda per ritirare gli indumenti che avevi steso e dal condominio di fronte senti un uomo e una donna che litigano. Pensi che poco prima hai detto che hai imparato che una buona fetta del "mondo" è offensiva e sterile e che per reggerla e trascurarla è fondamentale avere un nido in cui rifugiarsi, in cui riappacificarsi da tutto, in cui riconoscere ciò che invece ti può rendere felice; e per questo continuare a sceglierlo e proteggerlo anche se significa setacciare persone luoghi situazioni, con un setaccio dalla trama molto larga che fa scivolare via tutto tranne le rare pepite d'oro, rare appunto.

Chiudo la veranda in tempo zero perché quelle voci mi provocano un istintivo fastidio. Dolcissimo, nel silenzio di casa, il rumore dei miei mici che si rincorrono. Non scambierei mai il tempo in compagnia anche solo di me stessa con un tempo riempito da persone e cose che non rimangono al mio setaccio. Quello è la vera peggior solitudine. 

lunedì 21 gennaio 2013

Cieli


Ci sono cieli che sembrano dipinti, invece sono reali, alzi gli occhi e sono lì, bellissimi.

Just Breathe_Pearl Jam

Django Unchained


Tarantino da leccarsi le dita! Sporche di sangue. Tarantino da non scomporsi se le teste esplodono come angurie, se in un western ritrovi il bravissimo Chistoph Waltz che smette i panni del colonnello tedesco di Bastardi Senza Gloria conservando le origini teutoniche e l'appeal da accattivante ed intelligente stronzo. Tarantino da personaggi e scene paradossali che paradossalmente calzano a pennello. Tarantino che ti aspetti una cosa e ne succede un'altra. Tarantino che la colonna sonora, in cui stanno in simbiosi Ennio Morricone, Black Music e Funk Soul, riesce a confezionarla come un abito sartoriale perfetto.
Django Unchained, incatenati alla poltrona!


domenica 20 gennaio 2013

Bianco


Finalmente la neve, finalmente quel manto bianco.
Bianco. Bianco è il mio colore: amo il latte, amo le cose pulite, amo le pagine bianche ancora da scrivere, amo il colore con cui puoi schiarire tutti gli altri. Bianco è luminoso, è semplice, è incorrotto, è un punto di partenza, è una possibilità. 


Bianco è la panna di una torta di compleanno con scritto "Bienvenida" per una nuova amica de México, bianco è lei che ti chiama Dianita e che in una delle ottomila mail per mettersi d'accordo (siam donne) su dove andare, scrive: 
Per me va bene tutto!! Il solo fatto che ci siete voi sono già troppo contenta! Il posto non è un problema… per me è uguale!


Bianco è una cìciula che non ti incontra da un bel po' ma che ci mette un secondo a capire che tu sei felicissima di  vederla e allora ti prende per mano per spiegarti come si chiamano tutti i Barbapapà e ti fa da maestra di ballo per una canzone da discoteca. Bianco è una risposta ad una domanda: quando lei si impunta per mettere un paio di scarpe invece di un altro suggerito da mamma e papà, tu le chiedi una spiegazione (perché poter ragionare insieme è bellissimo a tutte le età), e lei dice: perché sono le mie preferite. "E' un'ottima risposta Giulia, allora sono assolutamente le scarpe che metterai."


Bianco sono amici che senti al telefono per parlare del più e del meno e invece di stare a parlare al telefono scelgono di spararsi chilometri per raggiungerti, giusto per un aperitivo e un cinemino.


Bianco per me sono l'affetto e l'amore sinceri, perché restituiscono quella gioia senza macchia e senza paura che fa gli occhi grandi e il sorriso aperto.

Per me sono vitali gli affetti e l'amore, per me è vitale che siano bianchi.

sabato 19 gennaio 2013

venerdì 18 gennaio 2013

Cesare Francone


Verrà l'Inverno e avrà i tuoi fi-occhi.

Cesare Francone, alias Diana Pavese

Non parlare con gli sconosciuti



Veramente me lo chiedo: ma perché gli estranei si sentono di volermi comunicare cosa gli passa per la testa? Estraneo, non ti sto guardando, non ti sto parlando, cosa ti conduce proprio dalla mia persona per confidarmi il tuo verbo?

Mica è una cosa brutta, è divertente, ma ogni tanto me lo chiedo perché il Signore invece della dote chessò? di farmi vincere alle lotterie, mi abbia dato quella di attirare gli sconosciuti. 

Stamattina ero a far la spesa e nel negozio c'erano due signore e un signore anzianotti. Le due madamine erano di quelle che hanno quella voce che nelle cantorie di chiesa di paese risuona come un piffero ingoiato, che fa abbaiare i cani a chilometri di distanza; lui un signore col loden e il cappello.

Le siure escono a braccetto dopo averci messo un'ora ad accordarsi per comprare del prezzemolo e del riso e allora l'uomo mi si avvicina e mi dice: "ste due non le sopporto, abitano di fronte a me. Una volta sono andato a cena da loro e mi hanno fatto una pasta in bianco, poi sono antipatiche!"
Sorrido e rispondo: "dimmi come mangi e ti dirò chi sei". Gli strizzo l'occhio mentre si acchiappa un KinderBueno. 

Comunque oggi ero partita bene, avevo pensato: stasera mi ingozzerò come se poi dovessi andare in letargo quindi a pranzo solo sogliola e broccoli. Ho dovuto, prendere anche una fettazza di Brie, che poi sennò si pensava fossi antipatica anch'io.

Eppure da piccola me l'avevano insegnato a non parlare con gli sconosciuti!


Cit .

Tempi duri per i romantici...

giovedì 17 gennaio 2013

Ehm...ma...come dire...?


Mostra: The Human Body Exhibition, corpi umani trattati con la plastinazione. Deludente a quanto mi dicono,  molto meglio andare a visitare una sala settoria se proprio uno ci tiene. Non ci sono stata, non posso esprimere opinioni, però merita citare questa scena:
uteri con feti di 12-16 settimane preparati con qualche proteolitico o lisante che aveva sciolto tutti i tessuti  e gli organi tranne la parte cheratinica della pelle e gli abbozzi delle ossa in formazione. Risultato: una ragazza esclama all'amica: "guarda! non sapevo che i feti a quest'età fossero trasparenti, sono fatti d'acqua!"

Spero che i curatori delle mostre siano sempre più attenti a fornire i corretti strumenti di lettura per ciò che si sta guardando che sennò rimaniamo la terra dei cachi, e spero che alla tipa non venga mai una cisti sebacea sull'addome perchè magari la scambia per una gravidanza.

Una volta c'era l'Allegro Chirurgo, cambiano i tempi...adesso c'è questa:
A volte è vero che si stava meglio quando si stava peggio.